DISUGUAGLIANZE. COSTRUIRE EQUITA’
La quinta edizione della Settimana del Lavoro rappresenta il momento apicale di un biennio nel quale ISMEL (Istituto per la Memoria e la Cultura del Lavoro, dell’Impresa e dei diritti sociali) ha impostato momenti di approfondimento, ricerca e analisi sul tema trasversale e attuale delle disuguaglianze.
Obiettivo della Settimana del Lavoro 2026 sarà quello di compiere un altro passo in questo percorso che ha visto l’impegno sul tema di lavoratori e lavoratrici dell’Istituto, del suo Comitato Scientifico e della sua compagine sociale formata da attori istituzionali, associazioni datoriali, sindacati, cooperative, mondo culturale e di rappresentanza.
L’intenzione è quella di approfondire le radici storiche delle disuguaglianze, comprendere le dinamiche del presente e le potenziali nuove traiettorie che toccano il futuro della società e del mondo del lavoro, ma anche indagare su buone pratiche, ipotesi trasformative, azioni concrete che possano contribuire alla costruzione di una società più giusta.
Anche per questo a gennaio 2025 ISMEL ha lanciato una call for paper aperta a studiose e studiosi under-45, raccogliendo da tutta Italia proposte di ricerca, suggestioni, approfondimenti e nuovi spunti a partire da sei ambiti indicati: disuguaglianze di genere, territoriali, tecnologiche, scolastiche, nei rapporti di lavoro, di origine linguistica e etnica.
Le nove ricerche selezionate sono contenute nel volume Disuguaglianze. Costruire equità (Alzani, 2026) pubblicato e distribuito in contemporanea con la Settimana del Lavoro e che rappresenta una guida e un accompagnamento alle tematiche che caratterizzano questa edizione della rassegna.
Tanto il volume quanto la Settimana del Lavoro nascono nella non facile impresa di costruire contenuti su ambiti eterogenei di analisi sul tema delle disuguaglianze, comprendendo come esse siano capaci di impattare profondamente su più aspetti del vissuto di milioni di persone. Disuguaglianze sociali, scolastiche, educative, territoriali, di genere, di origine linguistica ed etnica e nei rapporti di lavoro non sono e non possono essere “compartimenti stagni”, ma punti di osservazione che consentano di costruire spazi condivisi e contributi con prospettive diverse e complementari per l’intento comune di costruire equità e immaginare una società diversa sia nel “qui e ora” sia nell’avvicinarsi di grandi trasformazioni demografiche, tecnologiche e lavorative.
Sono storie nelle quali possiamo identificarci, avendole vissute, sentite o conosciute, unite al rigore della ricerca, alla professionalità e competenza di operatori e operatrici di vari ambiti e settori, capaci di parlare tanto del territorio torinese e piemontese quanto di questioni che ineriscono la sfera nazionale e internazionale.
Né il volume, né la rassegna nascono con l’ambizione di dare risposte risolutive, né di rappresentare ogni spettro di effetti delle disuguaglianze pulsanti nella società.
Hanno invece l’ambizione di contribuire ad andare a toccare quei nodi che solo una larga convergenza di intenti può provare a sciogliere.
La missione di un Istituto culturale che si occupa di lavoro, impresa e diritti sociali non può che continuare a lavorare in questo senso, nella conservazione della memoria, nella lettura del presente, nell’immaginazione del futuro.
